Sicurezza degli impianti

 

L’impianto di gassificazione dal punto di vista legislativo viene considerato sia un impianto di combustione che uno stabilimento di produzione di gas combustibile. Questa seconda classificazione lo rende assoggettato ad una serie di analisi dei rischi previste per i grandi impianti di gassificazione da carbone o dell’industria petrolchimica.

Conseguenza di ciò è che i rischi possibili legati al malfunzionamento delle apparecchiature o del sistema di controllo sono già stati analizzati in fase di progetto e quantizzati, sia in termini di probabilità che di magnitudo degli effetti. Il sistema di controllo è ridondante e tale da solo da ridurre la probabilità di accadimenti di incidenti rilevanti, all’ordine dei 10-6 eventi/anno. Oltre a questo è installato un ulteriore sistema di monitoraggio dell’impianto, in grado di comandare la messa in sicurezza automatica nel caso in cui alcuni parametri fondamentali di funzionamento devino eccessivamente dal previsto.Il tenore di ossigeno del gas prodotto viene continuamente monitorato da un analizzatore in grado di fornire varie soglie di allarme. Tale analizzatore è collegato anche al suddetto sistema di controllo di emergenza. Sia nelle fasi di avvio che negli eventuali periodi di funzionamento fuori specifica, il gas viene inviato ad una torcia dove viene bruciato. Ad accrescere l’affidabilità, tutte le valvole installate sulle linee del gas di sintesi sono di tipo pneumatico di derivazione petrolchimica, con certificazione atex e SIL 3. Oltre ai sistemi di controllo citati sopra è prevista una guardia idraulica e dei dischi di rottura, in grado di impedire l’accumulo di pressioni pericolose all’interno delle apparecchiature a caldo.

Le apparecchiature a freddo e le linee del syngas sono state tutte realizzate per garantire la resistenza ad una pressione di circa 6 bar, anche se la pressione di lavoro normale è di pochi millibar.