Il processo

 

Dal punto di vista pratico generale, il processo adottato da Fenergia per i suoi impianti è una gassificazione. Ciò che differenzia la tecnologia dalla maggioranza degli impianti proposti dai concorrenti (in particolare quelli per biomasse) è che le fasi di pirolisi e gassificazione che portano alla conversione del solido in gas di sintesi vengo eseguite ognuna in apparecchiature distinte. Per semplicità impianti di questo tipo vengono chiamati pirogassificatori, per distinguerli dai gassificatori costituiti da un’unica apparecchiatura.

Il processo si compone quindi di varie fasi:

  • riscaldamento del materiale in totale assenza di aria, mediante bruciatori a metano, in seguito al quale il rifiuto volatilizza in gran parte formando gas e catrami
  • gassificazione dei catrami presenti nel gas, ovvero distruzione ad alta temperatura dei composti organici pesanti e formazione di sole molecole semplici come CO ,H2 e metano.
  • gassificazione dei residui carboniosi
  • pulizia del gas mediante filtrazione ed assorbimento a secco del tar residuo
  • rimozione dei gas acidi (nel caso si trattino rifiuti o biomasse al alto tenore di cloro come ad esempio paglia di riso).

Il gas così ottenuto può quindi essere utilizzato per la produzione di energia elettrica mediante motori a ciclo otto.